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 LA BIA PER VALUTARE I RISTAGNI IDRICI

La BIA vettoriale trova un’importante applicazione nella valutazione e nel monitoraggio della variazione del liquido ECW o liquido extracellulare.
ECW e ICW (liquido intracellulare) quando l’organismo è in equilibrio rappresentano percentuali ben definite dell’acqua totale corporea (TBW).
Quando la percentuale di ECW supera una determinata soglia avviene quello che comunemente viene definito ritenzione idrica che altro non è che un aumento eccessivo della quantità di liquido nel compartimento extracellulare.

Attraverso la BIA vettoriale è possibile non solo identificare in modo particolarmente accurato un’alterazione di questo genere ma anche quantificarla.
Nella figura è riportato un grafico denominato riportato ( BIAVECTOR) che è suddiviso in quattro zone. Come possiamo vedere dal BIAGRAM il puntino nero si trova in una regione precisa localizzata nella parte bassa della figura.In termini molto semplici più il nostro vettore rappresentato dal puntino si posiziona al di sotto della linea mediana maggiore è il sovraccarico idrico a cui è sottoposto il nostro corpo. Di conseguenza l’obiettivo sarà quello di individuare la strategia opportuna per eliminare tale sovraccarico e fare in modo che ai controlli successivi il vettore si sposti via via verso la parte superiore del grafico.

Col BIAVECTOR siamo altresì in grado di valutare se un eventuale ipertensone sia associata appunto ad un sovraccarico idrico e di conseguenza potrebbe essere necessario che al soggetto venissero prescritti dei diuretici, si potrebbe monitorare il decorso di patologie importanti come la sindrome nefrosica o lo scompenso cardiaco congestizio che determinano edema periferico, ma tale valutazione risulta essere importante anche nella stima di leggere disfunzioni come la classica ritenzione idrica associata alla cellulite o alla fragilità capillare che causa la formazione di essudato nei tessuti interstiziali.

Un’altra funzione molto utile fornita da AKERN è il grafico HYDRAGRAM che ci da delle informazioni piuttosto schematiche della nostra condizione idrica. Attraverso HYDRAGRAM siamo infatti in grado di capire se il nostro organismo si trova in una condizione di equilibrio idrico oppure se siamo in condizioni di leggera o severa iperidratazione o viceversa disidratazione.

Alleghiamo due  figura esplicative sull’argomento che mostrano le variazioni dei fluidi in seguito a specifici trattamenti.